Ghiaccio: il film di pugilato italiano all’italiana.
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Ghiaccio: il film di pugilato italiano all’italiana
Se sei bravo a fare poesie, fai un film poetico.

Vi piacciono i film di pugilato americani? Vorreste tanto che il cinema italiano creasse saghe come quelle di Rocky o Creed? Bene. Mettetevi il cuore in pace. Non ci saranno mai produzioni italiane del genere. O perlomeno, pellicole che possano reggere il paragone di quelle americane, in questo genere. Perchè? Per tanti motivi.
In primis i soldi. Le produzioni d’oltreoceano hanno budget stratosferici. Vi basti vedere le campagne pubblicitarie che realizzano in Europa, paese per paese. Per non parlare delle star coinvolte: pluripremiati, leggende del cinema internazionale, personaggi che hanno influenzato più generazioni. Va ad aggiungersi a tutto ciò l’aspetto culturale: gli americani sono imbattibili nell’esaltazione del machismo e dell’eroismo. Noi no.
E allora? Che facciamo? In cosa siamo bravi noi allora?
Che? non ve l’hanno detto a scuola? Noi siamo bravi a fare poesia. Gli italiani sono imbattibili a fare poesia. Fabrizio Moro - assieme ad Alessio De Leonardis - lo sa bene. Per questo è stato brillante a discostarsi completamente dal cliché mitomane tipico del pugile cinematografico americano, per crearne uno nostrano, uno più umano, più reale, più Italiano, raccontandolo usando ciò in cui siamo bravi in Italia, ciò in cui è bravo il nostro cinema, ciò in cui è bravo lui: la poesia.
Che? non ve l’hanno detto a scuola? Noi siamo bravi a fare poesia. Gli italiani sono imbattibili a fare poesia. Fabrizio Moro - assieme ad Alessio De Leonardis - lo sa bene. Per questo è stato brillante a discostarsi completamente dal cliché mitomane tipico del pugile cinematografico americano, per crearne uno nostrano, uno più umano, più reale, più Italiano, raccontandolo usando ciò in cui siamo bravi in Italia, ciò in cui è bravo il nostro cinema, ciò in cui è bravo lui: la poesia.

Ghiaccio è un film poetico sul pugilato, un film in cui pugni e sangue sono intervallati da versi e massime. Nel film si parla sì di pugilato, ma anche di criminalità, di difficoltà sociali di disagio giovanile. In maniera reale ed attuale, nonostante il film sia ambientato nel 1999: l’adrenalina della droga e l’adrenalina dello sport, e il desiderio dei giovani di possederle entrambe è una realtà eterna.

Gli attori sono stati straordinari nel dar vita alle emozioni volute trasmettere da Moro e De Leonardis: Giacomo Ferrara interpreta al meglio il ruolo di Giorgio - un giovane pugile alle porte del professionismo -, a fianco di un tremendo Vinicio Marchioni che con il suo ruolo di allenatore dà vita a scene da pelle d’oca. Non dimentichiamo la presenza nel film del pugile professionista Mirko Valentino - nel ruolo dello ‘Zingaro’ - che ha saputo trasmettere in maniera realistica l’energia e l’esplosività di uno sport violento, che però, sa essere anche poesia.








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