Whisky e mign***e.
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Whisky e mign***e.
John Lawrence Sullivan: la storia di un pugile senza tempo.

Se sentite genio e sregolatezza su un ring forse il vostro primo pensiero va a Mike Tyson. Non è sbagliato. Il buon Mike ne ha fatte di cotte e di crude ai suoi tempi. Ma resta una stella del pugilato appartenente ai tempi moderni, celebrata e ingigantita soprattutto dai media.
Più di un secolo prima di Mike, a conquistare la scena fu un pugile fuori dal comune, sregolato, tosto, selvaggio, invincibile e carismatico: John Lawrence Sullivan.

John è un giovane americano, di origini irlandesi, che si avvicina alla nobile arte del pugilato a mani nude appena ventenne, e scoprendovi il proprio talento, decide di farne il suo mestiere.
Così attraversa tutta l’America, combattendo contro chiunque fosse disponibile, e guadagnando dai 200 ai 500 dollari per incontro.
Assume l’appellativo de “il duro di Boston” per la violenza con cui atterra i suoi avversari, e il suo comportamento fuori dal ring contribuisce ad aumentarne fama e popolarità: Sullivan, nonostante sia un atleta di successo, ogni volta spende tutto il denaro vinto in alcol e prostitute.
E’ un campione che piace, perché con gli stessi vizi del popolo, ma nonostante i capricci, ha una media di incontri incredibile: tra il 1883 e il 1884 combatte ben 195 incontri in soli 238 giorni.

Resterà negli annali del pugilato per essere stato detentore del titolo mondiale per oltre 10 anni (allora il titolo di campione del mondo era attribuito dagli addetti ai lavori, non vi era un’organizzazione riconosciuta). E per aver partecipato all’ultimo incontro sotto le London Prize Ring Rules, un incontro durato ben 75 round (da 1 minuto), dove Sullivan, nonostante un attacco di vomito (causato da whisky ghiacciato, bevuto per rinvigorirsi) al 44° round, riesce comunque a vincere, dopo la resa del suo avversario.
Più di un secolo prima di Mike, a conquistare la scena fu un pugile fuori dal comune, sregolato, tosto, selvaggio, invincibile e carismatico: John Lawrence Sullivan.

John è un giovane americano, di origini irlandesi, che si avvicina alla nobile arte del pugilato a mani nude appena ventenne, e scoprendovi il proprio talento, decide di farne il suo mestiere.
Così attraversa tutta l’America, combattendo contro chiunque fosse disponibile, e guadagnando dai 200 ai 500 dollari per incontro.
Assume l’appellativo de “il duro di Boston” per la violenza con cui atterra i suoi avversari, e il suo comportamento fuori dal ring contribuisce ad aumentarne fama e popolarità: Sullivan, nonostante sia un atleta di successo, ogni volta spende tutto il denaro vinto in alcol e prostitute.
E’ un campione che piace, perché con gli stessi vizi del popolo, ma nonostante i capricci, ha una media di incontri incredibile: tra il 1883 e il 1884 combatte ben 195 incontri in soli 238 giorni.

Resterà negli annali del pugilato per essere stato detentore del titolo mondiale per oltre 10 anni (allora il titolo di campione del mondo era attribuito dagli addetti ai lavori, non vi era un’organizzazione riconosciuta). E per aver partecipato all’ultimo incontro sotto le London Prize Ring Rules, un incontro durato ben 75 round (da 1 minuto), dove Sullivan, nonostante un attacco di vomito (causato da whisky ghiacciato, bevuto per rinvigorirsi) al 44° round, riesce comunque a vincere, dopo la resa del suo avversario.
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