Il gentile cowboy assassino.
Il gentile cowboy assassino.
La storia di un gigante vissuto tra due ere della boxe.
Quando si parla degli inizi del 900’, nel mondo della boxe ci si ricorda di due grandi personaggi: Jack Johnson, il primo campione mondiale nero dei pesi massimi, e Jack Dempsey, il “massacratore di Manassa”. Ma proprio tra le ere di questi due grandi campioni, ci fu un pugile, dalla storia singolare, a detenere il titolo dei pesi massimi: Jess Willard.

Jess Willard conquistò il titolo mondiale dei pesi massimi nel 1915, battendo per KO Jack Johnson all’Havana, a Cuba, mandando al tappeto il campione afroamericano al 26° round. Una volta vinto il titolo cercò di evitare il più possibile altri incontri ( le esibizioni e le apparizioni in pubblico erano molto più remunerative di un incontro in cui si metteva in palio il titolo ed in cui lo si poteva anche perdere ).
Ma dopo aver difeso il titolo per una sola volta in 4 anni contro Frank Moran, Willard, nel 1919, si ritrovò a dover affrontare uno dei pugili più duri e violenti della storia della boxe: Jack Dempsey. Willard durò fino al quarto round, prima di gettare completamente la spugna.

Willard incontrò la boxe piuttosto tardi; da giovane era un cowboy, si occupava del bestiame, ma a 27 anni decise di iniziare a praticare il pugilato per guadagnare del denaro nell’unico modo che aveva a disposizione: sfruttando la prestanza fisica. Riuscì così in breve tempo a divenire un pugile professionista all’età di 29 anni.

Jess non proveniva da una grande scuola pugilistica, e non possedeva una tecnica memorabile, ma viene ricordato da tutti come uno dei pugili più possenti della storia del pugilato: con ben 199 cm di altezza per 111 kg di peso fu il campione dei pesi massimi più alto della storia fino all’arrivo di Vitalij Klyčko.
La sua forza fisica è provata anche da un drammatico evento del 1913: in un incontro con Jack "Bull" Young, Jess Willard, al 9° round, portò un pugno alla testa dell’avversario, ma il colpo si rivelò fatale: Young perse la vita sul ring, e Jess fu accusato di omicidio colposo.

I giornalisti dell’epoca lo descrivevano come un personaggio timido ed introverso, che non riusciva nemmeno ad attaccare per primo l’avversario durante un incontro. Jess infatti aspettava che fosse l’avversario a fare la prima mossa in modo da giustificare il suo contrattacco come legittima difesa!
Il feticcio dei pugili: il collo.
Post precedente
Sesso prima di un incontro.
Prossimo post








0 commenti