Moda e boxe, boxe e moda.
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Moda e boxe, boxe e moda.
Quando i due mondi si incontrano.

Qualche anno fa un professore del Politecnico di Milano, un certo Giovanni Maria Conti, recitava di fronte alla sua classe: “Ragazzi, la moda è la più efficace rappresentazione dello spirito dei tempi. Se per un qualunque motivo doveste mancare alla vita sulla terra per qualche decennio, per poi ritornarci, il miglior modo per aggiornarvi sarebbe sfogliare una rivista di moda: capireste perfettamente dove verte la società in quel preciso momento.”
La moda riguarda lo Zeitgeist, direbbero alcuni. Racconta l’essenza del periodo storico, gli usi e le abitudini delle persone in un preciso arco di tempo. E’ bello sentire queste “filosofate”, ma quanto sono vere? Quanto sono sincere? Che la moda racconti lo spirito del tempo è anche vero, ma di sicuro non lo fa per amore, piacere o passione disincantata. Soprattutto negli ultimi anni. Basti pensare anche solo a ciò che ha subito la cultura degli skater nell’ultimo decennio. Ora, non tutti i brand si comportano allo stesso modo. Ci sono brand fedeli alla propria cultura (sempre per il mondo skater basti pensare a Vans), ma ce ne sono altrettanti che sfruttano le subculture, creando item o capsule che possano cavalcare il trend del momento - “Ah, ai ragazzi piace andare in skate, facciamo anche noi una sneaker per skater, anche se per duecento anni abbiamo fatto solo borse costosissime per donne borghesi.”
La boxe stessa non è riuscita ad evitare questo trattamento. A parte i brand rappresentanti della disciplina ( Everlast, Leone...) gli altri hanno quasi tutti sempre cercato di sfruttare il momento di gloria della disciplina.
Ecco qui i casi più recenti.

Alexander Wang nel 2014, in collaborazione con H&M, crea una capsule che riprende i trainig outfits dei lottatori del ring.

Karl Lagerfeld, sempre nel 2014, chiamato a partecipare al progetto “Louis Vuitton’s Icon and Iconoclasts” dà vita ad una combinazione di prodotti (sacco da boxe con baule, 2 borse, guantoni completi di custodie) acquistabili al prezzo di 175 mila dollari.

Nel 2020, Saint Laurent, decide di collaborare con Everlast, per la creazione di una capsule di attrezzatura per pugili, ispirandosi ad alcuni scatti di Michael Halsband con Andy Warhol e Jean Michel Basquiat.

Nel 2022 Miu Miu crea una capsule collection di accessori per l'allenamento che comprende un paio di guantoni da boxe.

Sempre nel 2022 una collaborazione che risulta invece interessante e genuina è quella tra Dior e Ramla Ali. Innanzitutto perché questo è uno dei pochi casi in cui è coinvolto qualcuno del settore: in questo caso la pugile somala. Inoltre Maria Grazia Chiuri ha creato dei prodotti tecnici, ben studiati, funzionali ed esteticamente apprezzabili indipendentemente dalla firma di cui sono portatori. Un completo verde e nero, coperto da un accappatoio verde smeraldo decorato con una pantera nera, combinati con calzini e stivali da combattimento in pelle sono stati anche portatori di buon auspicio per l’incontro vinto contro Isela Vera.
La moda riguarda lo Zeitgeist, direbbero alcuni. Racconta l’essenza del periodo storico, gli usi e le abitudini delle persone in un preciso arco di tempo. E’ bello sentire queste “filosofate”, ma quanto sono vere? Quanto sono sincere? Che la moda racconti lo spirito del tempo è anche vero, ma di sicuro non lo fa per amore, piacere o passione disincantata. Soprattutto negli ultimi anni. Basti pensare anche solo a ciò che ha subito la cultura degli skater nell’ultimo decennio. Ora, non tutti i brand si comportano allo stesso modo. Ci sono brand fedeli alla propria cultura (sempre per il mondo skater basti pensare a Vans), ma ce ne sono altrettanti che sfruttano le subculture, creando item o capsule che possano cavalcare il trend del momento - “Ah, ai ragazzi piace andare in skate, facciamo anche noi una sneaker per skater, anche se per duecento anni abbiamo fatto solo borse costosissime per donne borghesi.”
La boxe stessa non è riuscita ad evitare questo trattamento. A parte i brand rappresentanti della disciplina ( Everlast, Leone...) gli altri hanno quasi tutti sempre cercato di sfruttare il momento di gloria della disciplina.
Ecco qui i casi più recenti.

Alexander Wang nel 2014, in collaborazione con H&M, crea una capsule che riprende i trainig outfits dei lottatori del ring.

Karl Lagerfeld, sempre nel 2014, chiamato a partecipare al progetto “Louis Vuitton’s Icon and Iconoclasts” dà vita ad una combinazione di prodotti (sacco da boxe con baule, 2 borse, guantoni completi di custodie) acquistabili al prezzo di 175 mila dollari.

Nel 2020, Saint Laurent, decide di collaborare con Everlast, per la creazione di una capsule di attrezzatura per pugili, ispirandosi ad alcuni scatti di Michael Halsband con Andy Warhol e Jean Michel Basquiat.

Nel 2022 Miu Miu crea una capsule collection di accessori per l'allenamento che comprende un paio di guantoni da boxe.

Sempre nel 2022 una collaborazione che risulta invece interessante e genuina è quella tra Dior e Ramla Ali. Innanzitutto perché questo è uno dei pochi casi in cui è coinvolto qualcuno del settore: in questo caso la pugile somala. Inoltre Maria Grazia Chiuri ha creato dei prodotti tecnici, ben studiati, funzionali ed esteticamente apprezzabili indipendentemente dalla firma di cui sono portatori. Un completo verde e nero, coperto da un accappatoio verde smeraldo decorato con una pantera nera, combinati con calzini e stivali da combattimento in pelle sono stati anche portatori di buon auspicio per l’incontro vinto contro Isela Vera.
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Perchè i pugili amano il salto alla corda?
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